Recensioni per "Animali che attraversano la Strada"

Rassegna Stampa (Estratti)

“Cani perduti, senza collare. Un bel film italiano. La Sandri sa raccontare i buchi neri della società.” Maurizio Porro – ‘Il Corriere della Sera’ 2001

“Emozionante…Si pensa a ‘Rosetta’ dei Dardenne. Ma ‘Animali che…’, imbastardito e urticante come il dialetto di Martina, è perfino più duro. Basso costo, alte emozioni. Una manna per chi non si contenta della zuppa tv.” Fabio Ferzetti –‘Il Messaggero’ 4 maggio 2001

“Vita da Animali, cronaca amara di periferia. Sorretta da questi intrecci (forti), la regia di Isabella Sandri questa volta ha trovato i climi consoni per rappresentarli. Senza sentimenti scoperti, tenendoli anzi a distanza, quasi nel gelo, anche quando la conclusione precipita. Facendo cronaca, sempre, con un realismo però che non si concede né effetti né accenti, privilegiando le asprezze e i disagi in più momenti addirittura di sfuggita: per darci, anziché dei dettagli, una visione soprattutto d’insieme. In amarissime cifre.” Gian Luigi Rondi – ‘Il Tempo’ 8 maggio 2001

“Il ruolo femminile (di tutti i personaggi, Martina compresa) domina il film e costituisce il maggior motivo di attrazione: lo sguardo con cui la regia lo dipinge e…nessuna morale…un film forte, intenso, sincero, capace di mostrare le possibilità di Isabella Sandri, nome di sicuro affidamento per un nuovo cinema italiano.” Stefano Della Casa – ‘Cineforum’ n. 399

“Grandi lodi hanno riscosso…’Animali che attraversano la strada’ di Isabella Sandri che sceglie, con indubbio mestiere, il neorealismo di borgata”. Gloria Satta – ‘Il Messaggero’ 10 settembre 2000

“Probabilmente sarebbe piaciuto a Pasolini questo ‘Animali che…’ …girato con lo stile asciutto ed essenziale dell’inchiesta…è un doloroso e sofferto documento sull’esistenza sbandata dei giovani di periferia. Uno spaccato che sembra aver perso interesse e mordente. Passato di moda e finito nel dimenticatoio.” Enzo Natta – ‘Famiglia Cristiana’ 3 giugno 2001

“A rendere interessante il film è il fallimento dell’istanza realistica: se ogni inquadratura svela il suo artificio, il proposito etico perde ovviamente senso. Ma il gesto genera spesso cinema vero. Non è poco.” Filippo Mazzarella – ‘Corriere della Sera’ maggio 2001

“In un film l’amore di due adolescenti alla periferia romana. Giulietta e Romeo? Oggi vivono a Bravetta…(…). Dopo una proiezione con degli alunni delle scuole, dice un ragazzo 15enne: ‘Se un giovane diventa un criminale è per colpa di un adulto…Molti miei amici vivono come nel film, sul filo del rasoio, cerco di aiutarli…”  Daniela Onelli – ‘La Repubblica’ 5 maggio 2001

“Il cinema italiano a una svolta. ‘Animali che…’ non ammorba lo spettatore con paranoiche ambizioni di artista, ma regala uno spaccato sociale mettendo sullo schermo il rapporto tra un’adolescente inquieta e una poliziotta che potrebbe stare in una sceneggiatura hollywoodiana.” Andrea Martini – ‘La Nazione’ 10 settembre 2000

“…Dal Lido arrivano buone notizie: ‘Animali che…’ ieri ha ricevuto molti applausi.” Gloria Satta – ‘Il Messaggero’ 9 settembre 2000

“Guardando ‘Animali che…’ non pare vero di ritrovare i ‘ragazzi di vita’ pasoliniani e le loro ‘vite violente’…Nitido consenso alla giovanissima Francesca Rallo, ultrà (sincera) del disagio.” Aldo Fittante – ‘Film TV’ 13 maggio 2001

“Opera piena di pulsioni, di scatti improvvisi, un cinema che mostra la periferia in maniera vera perché non cerca il taglio sociologico…e neanche quello sguardo morale….La Sandri segue i suoi personaggi, li bracca quasi, gli attacca l’obiettivo addosso per restituire l’inquietudine e la carne di personaggi davvero vivi, inquietudine che trattiene un senso di esplosione disperato e/o liberatorio che si portano addosso i due ragazzini protagonisti, Martina e Sciù…” Simone Emiliani – ‘Sentieri Selvaggi’ 3 maggio 2001

“Gioventù quasi bruciata nelle periferie di Roma. Si svolge in una periferia che è l’equivalente di ciò che Pier Paolo Pasolini scrisse su quella che sarebbe diventata la nostra realtà sub-sub urbana, piccolo-piccolo borghese…” Giovanna Grassi – ‘Corriere della Sera’ 25 aprile 2001

“Se l’ambizione maggiore è il tratteggio delle psicologie dei personaggi, condotto con scrupolo e attenzione …‘Animali che attraversano la strada’ dà il suo meglio proprio nel realismo della rappresentazione. I dialoghi più veri del vero, con relative inflessioni dialettali, (…) sono giusti, antiletterari e credibili come nel nostro cinema, anche quello d’ispirazione realistica, non è dato trovarne tutti i giorni.” Roberto Nepoti – ‘Kataweb-La Repubblica/L’Espresso’ 2 maggio 2001

“Adolescenti dimenticati. Viaggio nella realtà choc. La toccante storia di Martina e Sciù, ambientata nella periferia romana, è uno spaccato su una realtà spesso rimossa dal cinema italiano. (…) Eppure di questi ragazzi si parla pochissimo, ormai. Cos’è successo, come ce li siamo persi, cosa abbiamo perso noi adulti per non sapere più vedere al di là dei nostri balconcini?” Maricla Tagliaferri – ‘Il Secolo XIX’ 25 aprile 2001

“Il risultato è convincente, soprattutto per l’insolita vitalità che sprizza da quasi tutte le inquadrature…” Diego Del Pozzo – ‘Sentieri Selvaggi’ 5 maggio 2001

Nati ai bordi di periferia. Le sofferenze di chi vive tra la criminalità. È una storia di ordinaria emarginazione quella raccontata dalla regista Isabella Sandri. (…) L’interesse della stampa nazionale è incline alle storie di emarginazione solo quando queste riguardano altri paesi ed altre cinematografie (‘Rosetta’ e ‘La Promessa’ docet…). Malcostume italico? Su questo punto vi invitiamo a riflettere.” M.T.S. – ‘Il Giornale d’Italia’ 25 aprile 2001

“Alla Biennale Cinema: per l’Italia buone intenzioni e qualche guizzo. (…) con qualche guizzo debordante come lo straordinario personaggio della ragazza protagonista di ‘Animali che…’ di Isabella Sandri, vero ‘fuori luogo’ di una periferia degradata…” Edoardo Bruno – ‘La Stampa’ 15 settembre 2000

“Ecco la Roma ‘allo sbando’ raccontata da un’attrice di 15 anni. Racconto deciso che non siamo abituati a vedere.” P.Ar. – ‘Il Giornale’ 25 aprile 2001

“La macchina da presa affonda lo sguardo nella spaccatura profonda che di fatto separa il respiro delicato di umanità proprio delle due protagoniste dai ruoli sociali loro imposti (…) inseguendo una vicenda che sfocia ineluttabilmente nel dramma.” Paolo Biscaro – ‘Il Gazzettino’ 12 agosto 2000

“Il cinema-verità di Isabella Sandri. La voglia di verità e di cinema-verità c’è tutta, con radici profonde nella loro cultura, a livello di sceneggiatura. Poi Isabella compie un piccolo capolavoro usando la macchina da presa in spalla, una vera ‘sonda’ che scava dentro e fuori attraverso l’uso ripetuto e azzeccato dei piani sequenza e di un montaggio volutamente nervoso.” Giuliano Ramazzina – ‘Il Resto del Carlino’ 14 ottobre 2000

“Secco e sferzante, il film impone un tono originale e una vera sensibilità da cineasta.” Frederic Bonnaud & Christophe Musitelli – ‘Les Inrockuptibles’ settembre 2000 Francia

“Lager di periferia. Quartieri degradati, ragazzi soli e disperati: ecco lo scenario di ‘Animali che attraversano la strada’. Un bel film italiano.” Gabriella Gallozzi – ‘L’Unità’ 25 aprile 2001

“…Un’aspra ed emozionante visita nelle periferie emarginate.” ‘Telerama’ 20 settembre 2000 Francia

“Un ‘articolo 8’ che è riuscito a raccontare con straordinaria onestà intellettuale la quotidianità delle nostre periferie urbane. Senza la becera retorica del ‘volemose bene’ né facili moralismi, la regista Isabella Sandri si avvicina alla realtà degli adolescenti che abitano le aree degradate di Roma…Il film ha riscosso consensi da parte dei critici francesi…” Chiara Nano – ‘Tam Tam’ (Italia Cinema) 24 aprile 2001

“Se Pasolini fosse donna. È una partitura complessa…un intreccio di dialetti, gerghi, codici, e, un po’ come ‘Rosetta’, un mettersi al servizio di Francesca Rallo (Martina) di Bravetta, e Salvatore Grasso (Sciù) di Pozzuoli…” Roberto Silvestri – ‘Il Manifesto’ 25 aprile 2001

“Il film affronta un tema difficile ed imbarazzante…L’operazione è coraggiosa. Si potrebbe accusare il film di populismo (di buonismo) ma non è questo il caso. È forte nel far comunicare l’esistenza di questa incomunicabilità tra il mondo di coloro che riescono ad attraversare la strada e quelli che non ci riescono.” Serena Valeri – ‘Film TV’ 26 aprile 2001

“..La relazione tra i due adolescenti è raccontata con un’attenzione sincera nei confronti della loro condizione di personaggi in crescita, con una capacità rara di far affiorare l’affinità e l’intimità umana che li lega…evitando accuratamente la tentazione della retorica e delle scene madri, il film si distingue per la normalità, la quotidianità che caratterizza la messa in scena dei personaggi e le relative ambientazioni, tanto che lo spettatore stenta a credere che il luogo di lavoro della madre non sia davvero uno studio d’estetica e che le sue colleghe facciano le prostitute…Quel perenne germe del dubbio e dello scetticismo che caratterizzava il personaggio di Chiara, la protagonista del primo lungometraggio della Sandri (“Il Mondo alla Rovescia” 1995) che affrontava il mondo con un atteggiamento di critica nei confronti dell’ordine delle cose unanimemente riconosciuto. Così Martina diventa un obiettivo sempre più difficile da conquistare…” Umberto Mosca – ‘Cineforum’ n.405

“…I giovani che, persino quando riproducono il comportamento degli adulti, nei piccoli furti ai supermercati e negli scippi, mantengono un candore pasoliniano.” Tonino Bucci – ‘Liberazione’ 25 aprile 2001

“…’Rosetta’ made in Italy…Il ruolo di Martina che (Francesca Rallo) ha calzato con aderenza straordinaria in ‘Animali che…’ Marina Pertile – ‘Il Corriere Adriatico’ 25 aprile 2001

“…che spesso la debolezza di una ‘formica’ con un ‘cannone’ puntato addosso possa essere dietro spalle robuste, viso che si finge impassibile, modi da ‘coatto’ e trasgressioni, omissioni e bugie, è probabilmente un imprevisto, per chi in quelle tante periferie non ci vive, non ci va, non ci lavora. E questo- quell’imprevisto che bisogna imparare a prevedere perché almeno gli ‘animali’ più giovani non finiscano storditi, col finire schiacciati mentre tentano di traversare la strada – la faccia di Francesca (Rallo) lo esprime in maniera perfetta.” Alessandra Baduel – ‘KataWeb- La Repubblica’ 1 maggio 2001

 

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